Dal rifugio a un mondo autonomo.
Blaca nacque nel sedicesimo secolo con sacerdoti glagolitici provenienti da Poljica. Il rifugio in una grotta divenne un complesso di edifici religiosi, domestici e agricoli addossati alla roccia. Il contesto racconta quanto l’architettura.
Avvicinati senza fretta. Camere e terrazze sotto l’imponente parete fanno comprendere l’impresa, lontano dai movimenti agevoli di un porto isolano.
La portata inattesa di un luogo remoto.
La collezione conservata comprende una biblioteca, una tipografia e strumenti astronomici legati all’ultimo residente, Nikola Milićević. Blaca era remota, ma la sua vita intellettuale guardava ben oltre la valle.
Nel museo lascia parlare i singoli oggetti. Libri, utensili e strumenti scientifici uniscono lavoro pratico e curiosità.
Il cammino fa parte della visita.
L’accesso finale è a piedi. L’ente turistico di Supetar descrive il percorso da Dragovoda in circa mezz’ora per tratta. È un’indicazione: terreno, tempo e passo personale influenzano la durata.
Considera la salita del ritorno, porta acqua e scarpe con buona aderenza. Prima di partire verifica l’apertura del museo e le condizioni del sentiero. Dedica a Blaca una parte generosa della giornata.
Fonti e approfondimenti
Turistička zajednica grada Supetra · Blaca